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Perché seguire una dieta nei percorsi di PMA?

Il percorso di fecondazione assistita (PMA) segna una fase molto delicata per la coppia, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Principalmente la donna è sottoposta a maggiore stress, correlato alle terapie farmacologie, alle attese e alle aspettative. Un supporto, anche dal punto di vista nutrizionale, spesso si rivela molto utile.

L’obiettivo della stimolazione farmacologica nel percorso di fecondazione assistita è quello di ottenere e recuperare un maggior numero di ovociti rispetto all’unico normalmente prodotto in un ciclo spontaneo. Tutto ciò nell’ottica di aumentare le probabilità di successo di gravidanza.

La strategia nutrizionale, pianificata ad personam, deve supportare:

1. La preparazione alla stimolazione.

Un follicolo impiega circa 90 giorni per arrivare alla fase di ovulazione. Una dieta, finalizzata dunque al miglioramento della risposta alla stimolazione ormonale e della qualità ovocitaria, dovrebbe iniziare almeno 3 mesi prima.


2. Le diverse fasi: stimolazione ovarica, pick-up, post pick-up, transfer e post transfer.



Stimolazione ovarica


Considerando che ogni donna è unica nella sua ciclicità, non esiste una dieta o un protocollo dietoterapico specifico, poiché ogni donna risponde alla stimolazione in modo differente. La dieta, dunque, segue l’andamento della crescita follicolare (monitorata ecograficamente) e la condizione fisica, come eventuale presenza di stipsi, gonfiore, stanchezza, calo di peso corporeo, ritenzione idrica.

La combinazione sinergica di alcuni alimenti, tra l’altro, favorisce l’assorbimento e l’attività di alcuni nutrienti. L’introduzione di cibi ricchi in proteine e grassi buoni di alta qualità supportano la formazione delle cellule uovo. Alimenti invece a base di zuccheri semplici e farine raffinate influiscono negativamente sulla qualità ovocitaria.


Pick-up e post pick-up


Il mantenimento dell’equilibrio intestinale è fondamentale per evitare ulteriori disturbi (come la stipsi) durante il pick-up. In realtà una regolarità intestinale, comprensiva anche di assenza di meteorismo, rende meno fastidioso il monitoraggio follicolare durante la stimolazione, riducendo anche la sensazione di gonfiore.

Nel post pick-up è importante prendersi ancora più cura di sé e del proprio corpo. Si attiva un processo di “recupero fisico e mentale” che necessita di riposo e di alimenti volti a ridurre lo stato infiammatorio. Il fegato, la nostra centralina metabolica, gioca un ruolo fondamentale in tutto il percorso di PMA. Prendersene cura, mediante alimenti che ne favoriscono la depurazione ed il miglioramento della gestione degli ormoni in eccesso, supporta anche una rapida ripresa.


Transfer e post transfer


Una fase molto delicata dove il corpo si prepara ad “accogliere” e a favorire “l’annidamento” dell’embrione. E’ importante scegliere alimenti che migliorano il flusso di sangue all’utero, che riducono lo stato infiammatorio e che supportano il sistema immunitario. Il corpo necessita di energia ed è dunque fondamentale fornire dei pasti bilanciati con i 3 macronutrienti: proteine, grassi buoni, carboidrati complessi.

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